In un solo minuto...
É fondamentale il riconoscimento precoce dei sintomi e l’allerta dei soccorsi nel caso in cui si presentassero:
La prevenzione è fondamentale e può salvarti la vita
-50% rischio di IMA a 1 anno
-rischio di ictus/tumore a 5-10 anni
-36% mortalità nei coronapatici
-30' - 60' attività moderata almeno 3/4 giorni alla settimana (camminare, nuoto ecc). Non fare una vita sedentaria!
Seguire una dieta mediterranea
-Abbondare: verdura, frutta, cereali integrali
-ridurre i grassi saturi (burro, panna), sale, dolci, alcool
-alternare uova, pesce e carne
-Pressione arteriosa (<140/90)
-colesterolo (<200)
-glicemia (<100 a digiuno)
- BMI (<25), Circonferenza addominale (<94M/<80 F)
La prevenzione è fondamentale e può salvarti la vita
è un danno cerebrale improvviso che si verifica quando il flusso sanguigno diretto al cervello s’interrompe:
L’ictus cerebrale è:
• 1° causa di invalidità neurologica
• 2° causa di demenza
• 3° causa di mortalità nel mondo dopo l’infarto miocardico ed i tumori
un angolo della bocca è storto e cade
un braccio è più debole e cade
il linguaggio è strano, non riesce a ripetere una frase
in presenza di uno di questi sintomi, non perdere tempo!
Chiama immediatamente il 112
In Italia l’emicrania colpisce il 18% delle donne e il 6% degli uomini.
L’emicrania con aura si associa ad un aumentato rischio di ictus,
soprattutto se sono presenti anche altri fattori di rischio, in particolare:
Il rischio è ancora maggiore (circa 30%) se si associano fumo e contraccettivi orali.
Nelle donne è più frequente dopo la menopausa
In circa un terzo dei casi, l’ictus ischemico è preceduto da un attacco ischemico transitorio o TIA, che non è altro che un ictus di breve durata (di solito 30-60 minuti)
Circa un quarto degli ictus è dovuto ad un embolo che si forma all’interno del cuore. La causa più frequente è la fibrillazione atriale, un disturbo del ritmo cardiaco che si può sospettare quando il battito del cuore è irregolare ma che deve essere confermato dall’esecuzione di un elettrocardiogramma
Negli ultimi anni si è assistito ad un aumento crescente di donne colpite da patologie cardio-cerebrovascolari.
Esse rappresentano la principale causa di mortalità e disabilità femminile e superano ampiamente le cause oncologiche. Nel 2015 i decessi femminili per malattie cardiovascolari sono stati 137.000, che rappresentano la causa del 40% delle morti, contro il 34% negli uomini (fonte Eurostat 2018 su dati 2015).
Secondo la dott.ssa Roberta Rossini, Direttore della SC di cardiologia dell’ospedale S.Croce e Carle di Cuneo “le patologie cardio-cerebrovascolari nelle donne, oltre ad essere frequenti, specie in età post-menopausale, sono spesso gravate da una prognosi peggiore rispetto agli uomini. Dati di letteratura dimostrano che l’essere di sesso femminile può associarsi ad un ritardo nella diagnosi ad esempio di infarto miocardico acuto. Le donne, infatti, possono presentare una sintomatologia diversa e più sfumata rispetto a quella degli uomini. Inoltre, esse stesse possono sottostimare il sintomo, nella convinzione che le malattie cardiovascolari siano tuttora appannaggio degli uomini. Va anche sottolineato che, purtroppo, le tecniche diagnostico-terapeutiche nonché le terapie farmacologiche sono ancora oggi studiate per lo più sugli uomini e molto meno sulle donne.